Manager positivi

MANAGER POSITIVI

A me è capitato più di una volta di lavorare con imprenditori convinti che la loro azienda non ce la farà mai a vincere le nuove sfide che il mercato mette davanti o con manager convinti dell’inutilità di qualsiasi azione. A te mai? Ti è mai capitato di chiedere a qualcuno “Come stai?” e pentirti subito dopo di averglielo chiesto, travolto dalle sue lamentele e negatività?

Le profezie negative come “Non troverò mai il nuovo direttore commerciale giusto!” sono quelle che più di tutte hanno probabilità di avverarsi. Sono infatti ‘profezie che si autoavverano’ ovvero previsioni che si realizzano per il solo fatto di essere state espresse. Predizione ed evento sono in un rapporto circolare: la predizione genera l'evento e l'evento rende vera la predizione. A esempio nel mercato finanziario, a una convinzione diffusa dell'imminente crollo di un'azienda, gli investitori possono perdere fiducia e mettere in atto una serie di reazioni che possono causare proprio il crollo dell’azienda stessa. Una profezia che si autoavvera si ha quando un individuo, convinto o timoroso del verificarsi di eventi futuri, altera il suo comportamento in un modo tale da finire per causare tali eventi. Perciò durante i colloqui il nostro manager ‘negativo’ farà di tutto per scoprire che nessuno dei candidati ha tutte le caratteristiche necessarie e alla fine potrà concludere con grande soddisfazione “L’avevo detto io che non lo avremmo trovato!”, magari gongolandosi pure delle sue capacità previsionali.

Ma chi ha voglia di lavorare con un ‘capo’ del genere? Chi sarà disposto a mettere tutte le proprie energie a disposizione di chi dichiaratamente le sprecherà? Le persone sono naturalmente attratte dai leader che vedono il mondo attraverso una lente di ottimismo. Nessuno vuole lavorare per un manager che pensa che l'organizzazione fallirà. Nessuno vuole un mentore che non crede nella capacità della propria azienda di superare le difficoltà. Le persone vogliono essere guidate da coloro che vedono il mondo con speranza, entusiasmo e felicità.

I leader ottimisti hanno tre qualità principali:

1. Anticipano il successo

Nei primi versi della sua notissima poesia Il sabato del villaggio, Leopardi (di per sé non un gran ottimista…) descrive un quadro di vita paesana durante un sabato sera, una fervente attesa del giorno festivo all'indomani. Il clima è pieno di gioia ed eccitazione, perfino di più di quanto lo sarà nel dì di festa.

Così sono anche i leader positivi. Non si soffermano sulle sfide che dovranno affrontare le loro organizzazioni. Piuttosto, anticipano, sentono e fanno sentire, le eccitanti opportunità future.

2. Lasciano che sia la gratitudine a guidarli

Immagina di entrare nella tua nuova auto, lo senti quel profumo di nuovo? Un profumo meraviglioso, vero? Ma dopo pochi chilometri quel profumo non lo senti più, è come se si fosse dissolto. In verità è ancora lì, ma il tuo olfatto si è abituato e tu non senti più niente. Quanto tempo passa dal momento in cui ti senti eccitato nel guidare la macchina nuova, al momento in cui comincia a sembrarti
solo la tua auto? Tendiamo ad abituarci a ciò che abbiamo.

L'antidoto è la gratitudine, cioè riconoscere di avere ricevuto un dono di valore. Se provo gratitudine mi rendo conto di aver ricevuto qualcosa di buono e riconosco che questo qualcosa non dipende interamente da me. Significa riconoscere che non potremmo mai essere ciò che siamo senza il contributo degli altri.

I leader positivi ringraziano regolarmente e sinceramente i membri del proprio team per il loro lavoro. In questo modo i collaboratori percepiscono che i loro sforzi e il loro impegno sono riconosciuti e apprezzati.

3. Si aspettano di vincere

Una delle scoperte più interessanti nel campo delle neuroscienze degli ultimi anni è stata sicuramente la dimostrazione che il pensiero, l’apprendimento e le esperienze di vita in genere sono in grado di apportare delle modifiche strutturali al cervello. Il premio Nobel Eric Kandel fu tra i primi a dimostrare che quando impariamo qualcosa di nuovo i nostri neuroni modificano la loro struttura creando nuove connessioni sinaptiche, in pratica ‘percorsi privilegiati’ di risposta agli stimoli esterni. Recentemente un team di neuroscienziati ha scoperto un meccanismo neurologico, descritto in un articolo su Science, chiamato winner effect, per cui ad ogni nuova ‘vittoria’ si rafforzano specifiche connessioni sinaptiche che ci rendono sempre più imbattibili. Al contrario visioni e previsioni negative tendono a creare percorsi privilegiati neuronali che rispondono agli stimoli con inattività o comportamenti perdenti.

I leader ottimisti hanno la mentalità che la vittoria è sempre alla portata. Sanno che possono vincere. È meglio essere delusi nel perdere che aspettarsi che fallirai. Ed anche se vengono ‘sconfitti’ sanno trasformare la sconfitta in una vittoria: quanto meno come un aumento delle conoscenze e delle esperienze che porteranno a vincere ancora di più domani. Se ti aspetti di vincere, la tua mentalità piena di speranza si propagherà per tutta la tua organizzazione.